Decommissioning e competenze. Un tema quanto mai scottante che vede molti argomenti sul tavolo della discussione. Parliamo infatti di sicurezza e formazione di tecnici e operatori. Senza dimenticare la fondamentale fase progettuale del decommissioning e una struttura tecnica aziendale adeguata ai lavori sempre più complessi.

Ma – nella sostanza – di cosa stiamo parlando? Siamo nel mondo della demolizione dove, con il termine “decommissioning” si intende tutto il processo che porta alla messa fuori servizio di un edificio. Sia esso civile o industriale. Con tutte le ovvie problematiche che questo comporta. Soprattutto in termini ambientali e strutturali.

L’università del decommissioning

Personalmente ho la brutta abitudine di frequentare molto i social, croce e delizia del mondo attuale. Penso però che, se utilizzati in modo intelligente, siano uno strumento di comunicazione eccezionale. Sono infatti una persona a cui piace interagire con gli altri per scambiare opinioni ed esperienze. Nel corso di uno di questi scambi di opinioni sono stato duramente – e anche un po’ maleducatamente – attaccato.

Il mio “avversario” – che fra le altre cose conoscono personalmente – mi ha apostrofato dicendo che “La preparazione universitaria non serve a nulla”. In realtà non ha proprio scritto così. Ma il senso – se fosse stato educato – sarebbe stato quello. Capisco anche che, avendo lavorato in tempi differenti rispetto a quelli attuali, probabilmente non percepisce i fondamentali mutamenti odierni. Tant’è che, in seguito, mi ha nuovamente apostrofato affermando che “L’università della demolizione non esiste”.

Ovviamente io avevo sostenuto il contrario in quanto sono fermamente convinto che in un’attività come il decommissioning (ma non solo) la complessità richieda un approccio che va al di là di quello meramente pratico. Che sia sicuramente orientato al risultato pratico del progressivo abbattimento delle strutture ma che abbia, alla base, un fondamentale approccio teorico.

ll decommissioning richiede specifiche competenze tecniche che possiedono gli ingegneri per l'ambiente e il territorio

Decommissioning

I complessi cantieri odierni di “demolizione” richiedono specifiche competenze tecniche

Vale più la pratica o la grammatica?

Il proverbio, a mio avviso molto discutibile, del “vale più la pratica della grammatica” ha un senso solo se rapportato al panorama lavorativo italiano. Dove si sostiene che chi ha un titolo di studio in realtà non sappia fare nulla. Nei fatti non è proprio così. Ovvio che la formazione sia necessaria per qualsiasi professionista. Così come lo è per qualsiasi persona decida di dedicarsi ad un mestiere operativo. Ma nei fatti oggi, i cantieri di decommissioning, soprattutto quelli di una certa dimensione, vanno affrontati con un’adeguata preparazione tecnica ingegneristica.

E infatti l’università della demolizione esiste. Eccome se esiste. Ed è una branca sempre più frequentata della Facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e per il Territorio. Non è infatti un caso che, oggi, i massimi specialisti italiani in questo settore provengano tutti da questo percorso di studi.

Sono infatti necessarie competenze a 360° per la corretta gestione di un cantiere di decommissioning attuale. Con aspetti che riguardano le norme ambientali, le norme di sicurezza e fondamentali aspetti strutturali.

Il decommissioning piace ai giovani laureati

Chi avesse infatti voglia di scorrere le notizie che si possono trovare in rete, potrà constatare come siano sempre più crescenti le tesi di laurea che hanno come oggetto proprio il decommissioning. Dalle demolizioni con esplosivo, fino ai dettagliati progetti di smantellamento che prevedono procedure, calcolo dei pesi degli elementi, fasi di lavoro.

Sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, delle norme ambientali e delle singole professionalità presenti in cantiere. Nozioni fondamentali che solo una formazione universitaria è in grado di fornire. Logiche operative e progettuali che solo una facoltà universitaria tecnica di livello garantisce ai propri studenti. Studenti che, con buona pace del mio antagonista nei social, sono diventati ingegneri e ora gestiscono importanti cantieri di demolizione. E le aziende più grandi e strutturate di decommissioning affidano a loro la Direzione Tecnica. E direi che non è cosa da poco.

Con buona pace di chi dice che “l’università della demolizione non esiste”.

Decommissioning

Le macchine sono elementi fondamentali ma a ben poco servirebbero senza un preciso piano di sequenze logiche e razionali

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