INDECO. Gli indiani di Wipro Infrastructure Engineering ne acquistano la maggioranza
INDECO è ora di proprietà della Wipro Infrastucture Engineering. L'azienda indiana ha infatti acquisito tutta la partecipazione societaria della famiglia Santoro, pari al 45% della quota azionaria, ed una piccola parte della quota afferente alla famiglia Vitulano che rimane all'interno dell'azienda.

INDECO vede l’ingresso di un nuovo e importante socio indiano. La Wipro Infrastucture Engineering ha infatti acquistato, lo scorso 16 aprile 2026, l’intera quota azionaria della 4S Holding, la società che fa capo alla famiglia Santoro. Una quota che corrisponde al 45% dell’azienda e porta quindi il player indiano ad entrare in modo decisivo nell’assetto della governance del player pugliese.
Wipro Infrastructure Engineering è infatti gruppo industriale indiano leader a livello globale nel settore dell’idraulica. Indeco, a sua volta, è una realtà di riferimento nel panorama internazionale della produzione di martelli demolitori ed attrezzature per la demolizione. Con questa azione, quindi, Wipro Infrastructure Engineering si rafforza in modo importante in un settore strategico per gli orizzonti di crescita sul mercato globale.
INDECO e Wipro Infrastructure Engineering
Questa importante manovra finanziaria è stato gestita da KT&Partners. Stiamo quindi parlando di una società di Investment Banking indipendente che, tramite il Partner Paolo Tramoni, ha operato in qualità di advisor finanziario sell-side di 4S Holding. Quest’ultima è il fondamentale asset di investimento della famiglia Santoro che è azionista al 45% di Indeco. La famiglia Vitulano, che ha ceduto una parte della propria quota azionaria consentendo quindi a Wipro di raggiungere la quota di maggioranza, continua a rimanere all’interno dell’azienda proseguendo quindi la propria attività nel settore.
L’operazione, dalla forte valenza strategica, porterà all’integrazione di Indeco all’interno di Wipro Hydraulics. Gli obiettivi sono chiari e ben focalizzati. Ossia quelli che porteranno a rafforzare ulteriormente le capacità industriali, ampliare la presenza geografica e consolidare il posizionamento competitivo nei mercati di riferimento. Si tratta, tra le altre cose, di un accordo finanziaria che ha anche un grande valore simbolico. Infatti entrambe le realtà celebrano cinquant’anni di eccellenza ingegneristica e leadership di mercato.
Paolo Tramoni, Partner di KT&Partners sottolinea “Questa operazione rappresenta un passaggio strategico fondamentale per il percorso di crescita di Indeco e testimonia l’attrattività internazionale dell’eccellenza industriale italiana. Siamo orgogliosi di aver supportato 4S Holding in una transazione di rilevanza globale“.
I dettagli dell’operazione
PwC ha assistito Wipro in qualità di exclusive financial advisor. Il team comprendenza il partner Niccolò Cavina, Simone Monico (senior manager). Insieme a loro il partner Koushik J. Sneha Choodamani (senior manager) e Akash Singrodia (manager). Tutti operanti in una struttura congiunta India/Italia.
PwC India ha invece supportato Wipro nelle attività di financial due diligence. Il team era composto dal partner Mukesh Agarwal, Himanshu Kashyap (director) e Rohit Reji Verghese (manager).
PwC Tax in Italia ha invece seguito tutti gli aspetti fiscali dell’operazione. Fondamentale, quindi, l’azione del partner Nicola Broggi, Nicola Cameli (director) e Cosimo Damiano Leone (senior associate). Hanno infatti operato in coordinamento con il team tax di PwC India. Quest’ultimo coordinato dal partner Chengappa Ponnappa e composto da Siddarth Narendranath (director) e Abhishek Jhawar (manager).
Gli altri attori
A&O Shearman ha invece operato come consulente legale di Wipro. KT&Partners, società di investment banking indipendente, con il partner Paolo Tramoni ha invece agito in qualità di advisor finanziario sell-side di 4S Holding.
BNP Paribas e Deloitte Advisory hanno invece agito in qualità di advisor finanziari di Indeco. Il team di Deloitte Advisory – M&A Transaction Services era formato da Angelo Losole (assistant manager), Andrea Casella (partner), Michele Antonelli (director), Francesco Primiero (senior manager). Infine PedersoliGattai ha agito in qualità di consulente legale di Indeco.
La parola a INDECO
Susanna Vitulano, CEO di Indeco Ind Spa, ha commentato “È stato un privilegio far parte di questo incredibile percorso che ci ha portato a trasformare Indeco in un marchio globale rispettato. Oggi i nostri prodotti sono sinonimo di affidabilità e servizio di qualità superiore. Wipro è quindi il partner perfetto per sostenere la nostra prossima fase di crescita. Indeco sfrutterà infatti le potenziate capacità di ricerca e sviluppo ed una vasta rete globale per sviluppare ulteriormente la propria organizzazione e i propri prodotti esistenti. La famiglia Vitulano rimane profondamente impegnata in questa partnership, mantenendo un coinvolgimento totale e operativo in Indeco. Ciò garantisce che la passione e i valori che hanno costruito Indeco continueranno ad aiutarci a prosperare all’interno del Gruppo Wipro”.
Un po’ di storia
Indeco Ind. S.p.A. è nata del 1976 a Bari. Si tratta oggi di uno dei massimi player a livello globale nella produzione di martelli demolitori idraulici e attrezzature per la demolizione. Infatti offre una gamma completa di prodotti che include martelli idraulici, frantumatori, cesoie, pinze e trinciatrici. Indeco opera inoltre attraverso una presenza globale consolidata con filiali in Nord America, Australia, Regno Unito, Messico, Brasile, Canada e Giappone. Una presenza supportata proprio da una capillare rete di distribuzione e assistenza post-vendita. Indeco è inoltre tra i pionieri nell’adozione di soluzioni IoT nel settore grazie al sistema proprietario di monitoraggio remoto Indeconnect.
Wipro Infrastructure Engineering, parte di Wipro Enterprises è invece un gruppo industriale diversificato. La sua attività si concretizza nei settori dell’idraulica, dell’automazione, dell’aerospazio, del trattamento delle acque, nella manifattura additiva e nei materiali elettronici.
Si tratta inoltre di un’azienda con oltre cinquanta anni di esperienza nella progettazione e produzione di cilindri idraulici su misura per OEM globali. Componenti che trovano applicazioni in diversi segmenti industriali. Tra questi anche quello delle costruzioni, movimento terra, movimentazione materiali, silvicoltura, agricoltura, estrazione mineraria, difesa, oil & gas. Oltre che soluzioni per ribaltabili, raccolta rifiuti e sgombero neve.

Cosa ne penso
Costantino Radis
INDECO passa nelle mani degli indiani di Wipro Infrastructure Engineering. Ma la famiglia Vitulano rimane all’interno dell’assetto societario per continuare l’attività di crescita con il nuovo partner industriale. Con una visione ancora più forte e globale.
L’ingresso di Wipro nell’assetto societario di INDECO conferma ancora una volta come la crescita delle aziende italiane si possa perseguire con partnership di valore. La famiglia Vitulano rimane attiva nell’azienda con una quota minoritaria ma importante. E l’India ci insegna ancora una volta come sia possibile valorizzare brand importanti in piena sinergia e continuità.
La visione che porta alla crescita passa nuovamente per l’India. La famiglia Santoro ha venduto la propria quota azionaria all’interno di INDECO. La famiglia Vitulano ha invece ceduto una piccola quota, consentendo al partner Wipro di avere la maggioranza, ma rimane attiva nella compagine barese.
Un passo avanti verso il rafforzamento industriale ed una visione di ampio respiro che l’azienda italiana oggettivamente merita. Ed ancora una volta il nostro paese non è riuscito a trovare un’alternativa nazionale in grado di investire. Investire ed affiancarsi ad una parte della proprietà con il progetto di ingrandire ulteriormente una splendida realtà industriale che è tra i maggiori costruttori globali di martelli e attrezzature idrauliche da demolizione.
Se per fare questo la famiglia Vitulano ha dovuto bussare le porte nella grande nazione asiatica, ben venga. Probabile che la visione industriale di quel paese, la voglia di crescere e la voglia di fare siano molto più radicate che da noi. Un mantra che ormai si ripete sempre più spesso e a cui dobbiamo farci l’abitudine. Prendendo soprattutto atto che gli industriali che, qui da noi, vogliono spingere sull’acceleratore dello sviluppo, devono per forza di cose trovare partner stranieri.











