Il nome in codice è ‘Sami’. E no, non si tratta di un’operazione segreta di qualche intelligence europea. Ma di qualcosa che, comunque, intende riscrivere il futuro. Certo, non della (travagliata) geopolitica contemporanea, ma di un comparto che resta comunque di vitale importanza per lo sviluppo della nostra società: quello minerario. Nel corso dell’evento ‘Future of Mining’ svoltosi a Tampere (in Finlandia), Sandvik ha infatti svelato l’ultimo concept dedicato al comparto minerario.

Si tratta di una perforatrice a cielo aperto completamente autonoma e alimentata a batteria, denominata per l’appunto, ‘Sami’. Costruita su una piattaforma con braccio di perforazione, la macchina prototipale non ha cabina di comando e opera in modo completamente autonomo, combinando intelligenza artificiale, robotica avanzata, elettrificazione e connettività digitale.

Il futuro secondo Sandvik

Sami è in grado di trasportare a bordo le proprie punte di perforazione, i tubi di raccordo e i martelli da fondo foro, mentre un manipolatore robotico integrato esegue in modo autonomo la sostituzione delle punte, l’installazione dei tubi di raccordo e la sostituzione dei martelli.

“Da anni Sandvik contribuisce a definire il futuro dell’estrazione sotterranea attraverso l’automazione, l’elettrificazione e le tecnologie digitali che hanno cambiato radicalmente il modo in cui operano le miniere”, ha affermato Patrick Murphy, Presidente della divisione Mining di Sandvik. “Il nostro ultimo prototipo porta la stessa ambizione alle operazioni a cielo aperto. Sfidando i metodi di lavoro convenzionali, stiamo contribuendo a creare la prossima generazione di miniere più sicure, più produttive, più affidabili e sempre più autonome”.

Sami è stata costruita su una piattaforma con braccio di perforazione, la macchina prototipale non ha cabina di comando e opera in modo completamente autonomo

All’insegna dell’adattabilità

È inoltre in grado di misurare la profondità e la deviazione del foro dopo la perforazione, di muoversi in modo autonomo all’interno dell’ambiente minerario e di adattare continuamente il proprio comportamento identificando, tracciando e classificando persone, attrezzature e altri oggetti circostanti. Ciò consente alla macchina di distinguere tra ostacoli dinamici e fissi e di reagire di conseguenza. I display a matrice LED comunicano lo stato operativo della macchina al personale che lavora nelle vicinanze.

Il concetto introduce inoltre un nuovo livello di intelligenza a livello dell’intera miniera. Collegato a un gemello digitale costantemente aggiornato, Sami è gestito tramite Sandi, l’agente di intelligenza artificiale di Sandvik. Sandi assegna i compiti di perforazione e coordina le attività dell’intera flotta mineraria, mentre Sami pianifica ed esegue autonomamente il proprio ciclo di lavoro, adattandosi alle attrezzature vicine e alle mutevoli condizioni del sito. Gli operatori interagiscono con Sandi utilizzando il linguaggio naturale, intervenendo solo quando è richiesto il giudizio umano.

L’installazione non è mai stata così facile

Secondo Riku Pulli, Presidente della divisione Digital Mining Technologies di Sandvik, la più grande innovazione non risiede nel concetto stesso della macchina, ma nella sua integrazione in un ecosistema minerario intelligente.

«Combinando intelligenza artificiale, autonomia e un gemello digitale costantemente aggiornato, passiamo dall’ottimizzazione dei singoli asset all’ottimizzazione dell’intera operazione mineraria», ha spiegato Pulli. «È da qui che deriverà il prossimo salto di qualità in termini di produttività e processo decisionale. Sami è un concetto piuttosto che un prodotto, ma le tecnologie su cui si basa sono ben reali. Molte delle funzionalità dimostrate oggi contribuiranno a plasmare l’evoluzione della nostra offerta e troveranno applicazione nelle future soluzioni destinate ai clienti del settore dell’estrazione a cielo aperto».

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