ANPAR ha più volte sottolineato come il Decreto End of Waste pubblicato dal MiTE lo scorso 15 luglio 2022 fosse errato nei contenuti. All’epoca il Ministro della Transizione Ecologica era Roberto Cingolani ma il Decreto arrivò in eredità dal precedente Ministro 5 Stelle Sergio Costa.

L’allarme di ANPAR e di tutti gli addetti ai lavori fu immediato ma rimase sordo alle orecchie delle istituzioni. La Norma era infatti costellata di errori tecnici sostanziali che valutavano come inquinanti materiali che, al contrario, sono invece dei costituenti.

La segnalazione da parte dell’associazione che riunisce i produttori di aggregati riciclati metteva in evidenza come i valori limite dei componenti avrebbe comportato il blocco del settore del riciclo. Sia Paolo Barberi, Presidente di ANPAR, sia Carlo Colombino, Vice Presidente, hanno più volte sottolineato con accorati appelli la situazione del settore.

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Il ruolo di ANPAR e l’ascolto del Governo Meloni

Lo spiraglio si è aperto con l’elezione dell’attuale Governo. ANPAR ha infatti nuovamente rinnovato il proprio appello alle istituzioni denunciando la gravità della situazione e le anomalie normative. Da parte del Ministro Gilberto Pichetto Fratin c’è stata fin da subito grande disponibilità all’ascolto. L’entrata in vigore del Decreto End of Waste è quindi stata inserita nel Milleproroghe consentendo un’attenta analisi del testo per le eventuali correzioni.

Gli impianti di ANPAR affrontano il riciclaggio in modo serio e competente

ANPAR

Il settore del riciclaggio tratta in Italia ogni anno circa 40 milioni di tonnellate di rifiuti da C&D

ANPAR aveva sottolineato come, di fatto, fosse la prima volta che il Ministero e le Istituzioni davano reale ascolto agli addetti ai lavori. L’associazione, infatti, ha sempre avuto un atteggiamente estremamente propositivo nel tempo promuovendo, di fatto, l’uso degli aggregati riciclati nella realizzazione delle opere pubbliche.

L’azione sul territorio tramite i delegati regionali ha spesso consentito un dialogo positivo con le Amministrazioni Locali. Permettendo l’inserimento degli aggregati riciclati nei prezziari regionali delle opere pubbliche.

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La paradossale situazione di una normativa tecnicamente sbagliata

Di fatto, però, i valori di normativa e il lungo “ping-pong” con i vari Ministri che si sono succeduti negli ultimi anni hanno impedito l’impiego virtuoso degli aggregati riciclati.

Un esempio attualmente sotto gli occhi di tutti è il completamento della A33 Asti-Cuneo. L’opera ha infatti visto l’apertura di numerose cave di prestito per lo scavo di oltre 800mila metri cubi di inerte vergine mentre vi sarebbe stata ampia disponibilità, nelle province di Cuneo, Asti e Torino, di ingenti quantità di aggregati riciclati. Sufficienti a completare l’opera senza nessun problema. Con un grande vantaggio in termini ambientali.

Oltretutto, da un punto di vista prestazionale, gli aggregati riciclati presentano caratteristiche ottimali per la costruzione di rilevati. Senza contare il confezionamento dei misti cementati e la ricerca attualmente in corso che riguarda i calcestruzzi strutturali.

Il parere del Consiglio di Stato del 10 maggio 2022

Spesso si è trattato di occcasioni mancate per incentivare il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione. Nel nostro paese, infatti, si producono oltre 40 milioni di tonnellate di questi rifiuti ogni anno. Lo stesso Consiglio di Stato aveva espresso un parere fortemente dubbio lo scorso 10 maggio 2022. Parere completamente inascoltato dall’allora Ministro e dai tecnici del Ministero.

Un estratto del testo è palesemente chiaro nei dubbi legittimi che esprime: “…pur trattandosi di parametri che hanno una potenziale incidenza sulla salute umana e sull’ambiente, per i quali, dunque, appare ragionevole assumere posizioni di assoluta prudenza, resta aperta l’esigenza di un’attenta valutazione, da parte dell’Amministrazione, degli effetti concreti di tali limiti prudenziali sull’efficacia del meccanismo di economia circolare attivato dalla presente regolamentazione affinché siano scongiurati effetti di forte riduzione dei quantitativi di rifiuti del genere in trattazione effettivamente avviati al recupero“.

Il Decreto End of Waste rischia di paralizzare il settore

ANPAR

Il Decreto End of Waste, così come strutturato, porterà a gravi danni per tutto il settore del recycling

L’azione di ANPAR e l’ascolto dell’attuale Governo

L’associazione, una delle concretamente e scientificamente più attive del settore costruzioni, ha diramato ieri un comunicato che getta finalmente una luce positiva sulla vicenda.

“In queste ore stiamo valutando attentamente il testo inviato dal Ministero, in tutti i suoi aspetti.

Da una prima analisi, il giudizio che emerge è decisamente positivo. Ci pare che contenga gran parte delle osservazioni e delle richieste espresse dalla nostra Associazione per evitare il collasso della filiera del riciclo dei rifiuti inerti.

In questi mesi abbiamo riscontrato un atteggiamento di grande apertura da parte del Ministero e in particolare un plauso va alla serietà e alla puntualità del lavoro portato avanti dal Vice Ministro Vannia Gava e dalla struttura.

Entro una settimana, come richiesto, faremo pervenire ulteriori indicazioni tecniche agli uffici del Ministero”.

Costantino Radis è un giornalista di riferimento nel settore delle macchine industriali

Cosa ne penso

Costantino Radis

END of WASTE. QUANDO IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI.

Affidarsi alla pura ideologia non porta mai nulla di positivo per la collettività. Il Decreto “End of Waste” pubblicato lo scorso 11 luglio 2022 dal MiTE ne è la riprova. L’attuale Ministro ha affrontato il tema, insieme al Vice Ministro Vannia Gavia, con un positivo e concreto approccio scientifico.

Uno dei quadri più rappresentativi dell'arte di Francisco Goya è sicuramente "Il sonno della ragione genera mostri". Un tema che, negli ultimi anni, mi sta tornando sempre più in mente ogni qualvolta si affrontano tematiche dove la parola "ecologia" e il pensiero "green" si sentono nominare senza un ragionamento alle spalle.

Si tratta di temi estremamente complessi e delicati dove l'apporto scientifico deve entrare in forza e dove la conoscienza della Fisica e della Chimica sono fondamentali per non cadere nell'inganno della banalità.

Il tema del riciclo è proprio uno di questi. E le valenze, dal punto di vista ambientale, sono enormi.

L'esempio negativamente concreto che nel mio Piemonte si sta vivendo in questi giorni è proprio legato ad una normativa confusa e penosamente trascinata nel tempo.

Se la norma fosse stata approvata nei tempi e nei modi corretti la costruzione della A33 Asti-Cuneo avrebbe potuto essere realizzata senza problemi con aggregati riciclati invece che con materiale vergine.

L'apporto di circa 800mila metri cubi di materiale ha infatti comportato l'apertura di diverse nuove cave di prestito con un impatto ambientale di non poco conto. Pur nel rispetto di un progetto estrattivo accurato e ben definito, infatti, ci sono zone nel cuneese dove i profili altimetrici di intere colline sono completamente cambiati.

Le imprese che hanno lavorato in quel contesto, ironia della sorte, sono quasi tutte attive in modo propositivo ed estremamente qualificato nel riciclo di rifiuti da costruzione e demolizione. Da un punto di vista della movimentazione dei materiali e dell'impiego dei mezzi non ci sarebbe stata dunque nessuna differenza.

Ma dal punto di vista ambientale l'impatto sarebbe stato ampiamente positivo. In primis con lo svuotamento dei piazzali che richiedono spazio per far posto al materiale in ingresso. In secundis con una maggiore attenzione al territorio. E dando anche un'immagine realmente positiva all'intero processo e al nostro settore.

Riflessioni che dovrebbero farci capire come la competenza, la consapevolezza di ciò che si sta facendo e la conscenza della materia sono elementi imprescindibili per assumersi responsabilità e decisioni politiche.

ANPAR ha dimostrato invece che le associazioni di categoria, quando sono supportate da rappresentati e tecnici competenti, possono realmente portare un contributo positivo all'andamento del paese. 

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