DEVELON si trova nel pieno rinnovamento della sua gamma di escavatori idraulici. Un percorso iniziato al Bauma e proseguito con il Samoter 2026 dove, tra le altre cose, è stato premiato il sistema di sicurezza E-Stop con l’Innovation Award. Ma l’elemento più importante è sicuramente quello di trasmettere agli utilizzatori finali i contenuti dei nuovi Serie 9 che segnano una tappa fondamentale nella storia degli escavatori del player coreano che, non dimentichiamolo, fa parte del Gruppo Hyundai.

Non è quindi un caso se il DX360-9 che abbiamo analizzato in modo approfondito in QUESTO ARTICOLO insieme a Giuseppe Santo, Field Engineer del costruttore, sta compiendo un giro d’Italia in modo coordinato con i dealer distribuiti sul territorio. In questo modo è possibile avere i pareri degli utilizzatori professionali nei loro cantieri. Tenendo conto della incredibile varietà morfologica dello Stivale, si tratta anche di una fondamentale raccolta dati per il costruttore. Grazie al controllo di gestione da remoto, che operano di concerto con la pesa digitale integrata, è infatti possibile avere dati certi su tonnellate di materiale mosso nell’unità di tempo, consumi e produttività in diversi contesti operativi.

MTM ha testato il Develon DX360-9 nel cantiere della cassa di espansione sull'Arno

MTM sta realizzando una delle casse di espansione dell’Arno. Sullo sfondo lo sfioratore protetto dalla scogliera

Develon in Toscana con il duo Tecnomacchine e Arimak

La recente firma dell’accordo commerciale con la Tecnomacchine di San Miniato, in provincia di Pisa, che si avvale di una collaborazione strutturata con la Arimak di Arezzo, ha dato un nuovo impulso al costruttore in Toscana. Ed infatti i due concessionari non si sono fatti cogliere impreparati ed hanno immediatamente organizzato un test, della durata di un paio di settimane, nel cantiere della costruzione di una delle casse di espansione dell’Arno. Per la precisione a Figline Valdarno, a pochi chilometri dal capoluogo toscano. Ed è proprio qui che ha sede anche la M.T.M. – Movimento Terra Meccanizzato, impresa tra le più strutturate della regione. Una realtà che, partendo dai lavori agricoli, si è nel tempo specializzata in opere di ingegneria ambientale, sistemazioni fluviali e, ovviamente, anche nei classici lavori di movimento terra.

Ma sempre con il valore aggiunto di un’esperienza maturata negli incredibili scenari delle colline toscane in cui l’azienda, diretta da Alessio Pandolfi con il fratello, la sorella e la moglie, sa muoversi in un rispetto ambientale che nasce dalla passione per il proprio lavoro.

Develon sta crescendo in Toscana grazie ad Arimak e Tecnomacchine

Tecnomacchine e Arimak operano in sinergia per la distribuzione del player coreano

Un cantiere non ordinario

La MTM sta infatti realizzando una delle casse di espansione sull’Arno. Un cantiere che prevede la movimentazione di 1,1 milioni di metri cubi per la formazione di una cassa dalla capacità di circa 5 milioni di metri cubi. Con, ovviamente, una lunga serie di opere annesse come il grande sfioratore protetto da una scogliera e diverse costruzioni in calcestruzzo armato per contenere gli impianti di pompaggio e le opere di emergenza.

Ed è proprio in questo contesto che il Develon DX360-9 ha lavorato per due settimane mettendo in luce le sue capacità operative. Una prova fondamentale per il costruttore perché la MTM dispone di un parco macchine importante in cui i marchi Volvo e Caterpillar sono i riferimenti per quanto riguarda gli escavatori idraulici. Con il recente arrivo di un Develon DX210NLC-7 grazie alla fiducia che l’azienda ripone in Arimak. Quest’ultima è infatti un fornitore importante per quanto riguarda le macchine compatte con i marchi Takeuchi e Mecalac. Questo nuovo ingresso segna quindi un ampliamento del rapporto anche verso le grandi macchine.

Era quindi importante far testare in cantiere il nuovo Serie 9 che segna un deciso innalzamento degli standard non solo per il marchio ma anche, in generale, per il mondo degli escavatori idraulici.

Develon ha alzato l'asticella degli escavatori con i nuovi Serie 9

Il DX360-9 ha lasciato una positiva impressione negli operatori della MTM

1.800 tonnellate in cinque ore di lavoro

Il contesto operativo del cantiere prevede il carico di dumper articolati che scaricano il materiale nella zona di formazione dell’argine di delimitazione della cassa di espansione. “Il ritmo operativo” ci spiega Giuseppe Santo, Field Engineer di Develon, “è molto elevato. Da un punto di vista statistico abbiamo una percentuale di movimenti della macchina legati al carico dei dumper che supera l’85%. Normalmente in cantieri di questo tipo si arriva a percentuali che vanno dal 67% al 70%. Questo significa che la macchina sta lavorando in modo veramente molto sostenuto”.

Al termine della mezza giornata di lavoro, che va dalle 7.00 del mattino alle 12.00, il Develon DX360-9 ha raggiunto una produzione di 1.788 tonnellate caricate su due dumper dalla capacità operativa di 30 tonnellate. Ci spiega Giuseppe Santo “Dobbiamo anche tenere conto che le due macchine sono state caricate sullo stesso piano di appoggio dell’escavatore. Si tratta di una posizione meno favorevole rispetto al classico carico con i mezzi posizionati più in basso e che deve anche tenere conto della benna con una capacità di 1.700 litri. Abbiamo infatti organizzato questo test in tempi record e la macchina arrivava da un contesto estrattivo alpino con una benna da roccia. L’ideale, per il peso specifico di questo materiale, sarebbe stato di avere una capacità compresa tra i 2.000 e i 2.200 litri”.

Il Develon DX360-9 ha dimostrato ritmi produttivi elevati

Il cantiere sull’Arno richiede ritmi produttivi elevati

Comandi elettroidraulici FEH e sistema idraulico VBO

La risposta del DX360-9 è stata molto positiva, anche e soprattutto perché il confronto degli operatori con le macchine Caterpillar e Volvo è stato immediato. A parte l’efficienza idraulica e la produttività, che fra le altre cose ha fatto segnare un consumo medio di cantiere di 18,4 litri/ora a fronte di una produzione media oraria di 357,6 t/h. Se quindi convertiamo questo valore in t/l si ha il dato di 19,43 tonnellate di materiale caricate consumando 1 litro di gasolio.

“Il merito di questa efficienza” commenta Giuseppe Santo “è sicuramente legato all’evoluzione del sistema VBO in associazione con i comandi FEH. Forniscono infatti un feedback eccezionalmente dolce all’operatore. La fluidità e la precisione sono infatti le due qualità principali della gestione idraulica dei nuovi Serie 9. L’altro aspetto fondamentale è sicuramente il motore DX08 che, storicamente, prosegue una tradizione motoristica che arriva da Doosan e che è sempre stata molto apprezzata. Sia per i consumi, sia per l’affidabilità e l’economia di gestione. Ad oggi abbiamo oltretutto portato gli intervalli di manutenzione a 1.000 ore”.

Il DX360-9 ha messo in luce dati di consumo molto interessanti

Il dato digitale dei consumi ha fornito il parametro di 19,43 tonnellate caricate per ogni litro di gasolio

Il parere dell’impresa

Alessio Pandolfi è il “cuore pulsante” della MTM. L’azienda di Figline Valdarno è infatti cresciuta nel tempo grazie alla sinergia tra lo stesso Alessio ed i suoi famigliari. Stiamo parlando di una realtà tra le maggiormente professionali della regione che ha una grande storicità nei lavori agricoli complessi. Sistemazioni ambientali, vigneti, bonifiche agricole di pregio. Gli ambiti operativi spaziano nelle zone più belle della Toscana con una presenza importante nelle zone del Chianti per arrivare a tutti i contesti regionali più conosciuti per la cura ambientale.

“Quando è arrivato il Develon DX360-9 in azienda” ci racconta Alessio Pandolfi “pensavo che i miei collaboratori si fossero messi d’accordo. Nel gruppo Whatsapp aziendale stavano infatti arrivando diversi messaggi di vero interesse. Dopo le prime ore di lavoro hanno iniziato ad esserci commenti di vero entusiasmo. Lavoriamo da tempo con un parco macchine Caterpillar e Volvo e la capacità di suggestione dei brand spesso va oltre la valutazione oggettiva del valore in campo delle macchine. Abbiamo in azienda anche un DX210NLC-7 entrato nel parco macchine da pochi mesi. Ma non tutti ne sono entusiasti quando in realtà la macchina si sta comportando bene. E quindi le aspettative nei confronti di questo escavatore erano basse”.

Develon ha superato la prova della produzione intensa nel cantiere della MTM lungo l'Arno

Il cantiere sull’Arno è stato un vero campo di prova che ha permesso di avere dei dati opeativi significativi

“Ma il Dx360-9” prosegue “ha veramente lasciato un segno di vero entusiasmo. Siamo di fronte ad una macchina con una tecnologia di alto livello, con comandi fluidi e precisi e con una produttività veramente elevata. Il comfort per l’operatore, visti i ritmi operativi con cui siamo abituati a lavorare, è uno dei suoi punti di forza. Abbiamo inoltre riscontrato consumi competitivi a fronte di una produzione che è andata oltre le aspettative. Siamo in un cantiere impegnativo in termini sia produttivi, sia dei cronoprogrammi. Si tratta quindi di un banco di prova decisamente serio per capire le potenzialità del Dx360-9”.

Il DX360-9 ha messo in luce una produttività di alto profilo

Il ritmo produttivo ha visto l’85% dei movimenti finalizzati al carico dei dumper

L’importanza del concessionario

“La prova in campo ha avuto inoltre una durata a mio avviso corretta per capire veramente i punti di forza di questo Develon” conclude Alessio Pandolfi “e devo dire che sia la casa madre che il binomio Tecnomacchine e Arimak sono stati incredibilmente efficienti. Ci ha fatto molto piacere che ci abbiano tenuti in considerazione per questo test in campo. Noi abbiamo un rapporto di fiducia con Arimak. Siamo infatti loro clienti per quanto riguarda le macchine compatte con un parco mezzi Takeuchi e Mecalac importante. Da quando è arrivato il marchio Develon possiamo finalmente avere una seria alternativa anche sulle macchine più grandi. E il nuovo DX360-9 ne è sicuramente la riprova. Siamo infatti di fronte ad un mezzo di alto livello ed il marchio, inoltre, ha una storicità italiana che ora può contare su un concessionario di valore per il nostro territorio”.

Develon sta crescendo in Toscana grazie a Tecnomacchine e Arimak

Da sinistra Mirko Manganiello di Arimak, Alessio Pandolfi della MTM, Giuseppe Santo di Develon, l’operatore della MTM e Gianluca Azzato di Tecnomacchine

Costantino Radis è il cuore di e-Construction

Cosa ne penso

Costantino Radis

La nuova Serie 9 di Develon segna un cambio di passo su più livelli. Da quelle puramente idraulico, dando un’anima ai comandi elettroidraulici, a quello motoristico, per terminare con la tecnologia digitale che porta oggi queste macchine al vertice del mercato.

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