Scania DC13 Next Generation è, come sappiamo, il Diesel of the Year 2023. Un motore che ha spostato le frontiere applicative grazie alla sua elevata polivalenza e alla sua capacità di adattamento.

Il mercato del movimento terra è oggi uno degli scenari in cui il propulsore svedese trova un proprio ambiente ideale. Non è infatti un caso se lo Scania DC13 ha finora esercitato le sue doti di seduzione proprio su alcuni costruttori di macchine da costruzione.

Nomi altisonanti che non necessitano di presentazioni. In prima battuta Develon che, già con il precedente marchio Doosan, utilizzava i motori Scania in diverse versioni e cilindrate. E su macchine fra loro molto differenti spaziando dagli escavatori per arrivare fino alle pale gommate.

Oggi è passata sotto le insegne Hyundai e proprio il DC 13 Next Generation trova la propria “casa” sia nell’escavatore cingolato DX530LC-7, nella classe oltre le 50 tonnellate di peso operativo, sia con i dumper a telaio rigido da 40 tonnellate DA40. Ma non è l’unico.

Perlini impiega i motori Scania su quasi tutta la sua gamma di dumper

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ll dumper Perlini DP405 WD da 40 tonnellate di portata impiega un motore DC13 Stage V tarato a 550 cv.

Scania e Perlini, partnership di lungo corso

Parlando sempre di dumper c’è il prestigioso brand Perlini che è rinato a vita nuova con la nuova proprietà. Grazie ad un piano industriale di alto livello che ha saputo valorizzare tutti i punti positivi della storia del costruttore.

Fin da principio la nuova gamma ha adottato i propulsori Scania, incluso il DC13 da 12,7 ltri. Motore che ha trovato spazio nei due modelli alla base del costruttore. Ossia sul DP405 WD, nome storico di Perlini, e nel nuovissimo e del tutto inedito DP265 WD. Quest’ultimo è infatti un dumper di fatto unico sul mercato grazie alla sua architettura che prevede una portata di 26,5 tonnellate con una larghezza operativa di tre metri. Un unicum nel mercato dei dumper rigidi a due assi.

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Perlini, prima e dopo

Nel 2020, in piena pandemia, intervistammo Dario Poltronieriproject manager di Perlini. Tra le altre cose, ci disse che “Il supporto di Scania è stato ottimale, così come l’integrazione del motore. Ci siamo resi conto sin da subito che c’era l’humus giusto per fare un ottimo lavoro, e la risposta dei motori ai primi test ha dato ottime risposte. Questo con i dumper al lavoro in condizioni particolarmente impegnative in cave e cantieri con pendenze fino al 18 per cento”.

Abbiamo quindi pensato di sottoporre Scania ad un nuovo riesame. Tre anni dopo abbiamo ricontattato Poltronieri per capire cosa sia successo in questo periodo.

Il suo esordio è stato decisamente positivo. Ha infatti sottolineato “Per noi ha rappresentato e rappresenta un motivo di vanto il fatto di avere incassato la patente di credibilità da un gruppo così prestigioso. Ogni volta che abbiamo avuto un qualsiasi tipo di necessità, abbiamo sempre ricevuto da Scania una risposta adeguata”.

I dumper Perlini sono apprezzati dal mercato per la loro proverbiale affidabilità e utilizzano motori Scania

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Il costruttore svedese accompagna Perlini dall’anno del suo rilancio con un supporto che è stato fondamentale per il successo del nuovo corso dei dumper italiani.

Le tappe del percorso congiunto fra Scania e Perlini.

Continua Dario Poltronieri “La collaborazione con Scania è iniziata nel 2018 e ci ha permesso di sviluppare i nostri nuovi veicoli. ,Le normative vigenti ci hanno infatti costretto ad utilizzare motori omologati Stage V. Per la macchina da 40 tonn, ossia il DP405 WD abbiamo utilizzato il DC13 Stage V. Salendo di scala siamo saliti di cilindrata. Infatti per il dumper da 70 tonnellate, ossia il DP705 WD, ci siamo invece orientati sul V8 DC16. Nel frattempo Perlini è cresciuta e da “outsider” supportati da Scania siamo tornati ad essere una vera e propria realtà importante nel settore dei dumper. Abbiamo quindi ricevuto i primi ordini da mercati extra-europei”.

Poltronieri ci spiega che “Ci siamo sempre affidati a Scania anche per le applicazioni Stage II. L’ultima flotta non emissionata è di 8 macchine da 70 tonnellate spedite a Cuba lo scorso mese di maggio. Circa un anno e mezzo fa Perlini ha deciso di costruire una macchina più piccola. Si tratta del DP265 WD con una portata da 26,5 tonnellate che monta il DC9 di Scania. L’abbiamo presentata prima al Bauma di Monaco e successivamente al Samoter. Ma con una sostanziale differenza. Nei mesi intercorsi tra i due eventi abbiamo svolto un test all’interno di una cava Fassa Bortolo. Per la precisione nella cava di Gavardo in provincia di Brescia. Si tratta infatti di una macchina totalmente digitalizzata. Infatti agiamo da remoto su tutti i parametri, compreso quanto richiesto dalla 4.0”.

Motori e componenti Scania sono assemblati nello stabilimento di Gambellara

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Perlini ha stretto fin da subito una collaborazione fruttuosa con il costruttore svedese.

Un percorso condiviso

Il percorso con Scania è stato condiviso in toto con la piena collaborazione del costruttore.

Poltronieri si è detto molto soddisfatto della collaborazione “Lo Scania DC9 è un motore molto performante e ci ha regalato risultati eccellenti. Sia in termini di potenza che di consumi ridotti. Scania ha inoltre progettato delle applicazioni ibride di cui attendiamo gli sviluppi. Vogliamo infatti applicarle sul prototipo che abbiamo concepito in appena 8 mesi. Non abbiamo fretta e vogliamo fare le cose per bene. Anche perché i mercati di riferimento non sono ancora pronti a ricevere quel tipo di macchina. Noi, al momento, non siamo interessati a soluzioni diverse dal diesel proprio perché il mercato non ce le richiede”.

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Nomi e cognomi di una partnership di successo

Dario Poltronieri sottolinea ancora il supporto di Scania “Tutto questo è stato possibile grazie al supporto tecnologico forniti da Dario Pitassi e quelli commerciale di Riccardo Moraglia. Aziende piccole come la nostra sono dinamiche e richiedono altrettanta flessibilità. Se penso a quanti sabati abbiamo passato con Pitassi… Infatti per ottenere il benestare bisogna fare le cose per bene sulla linea di aspirazione e di scarico”.

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Nel futuro il nuovo Scania Next Generation DC13

Il nuovo DC13 Next Generation trova ovviamente spazio nella programmazione Perlini. Ce ne parla sempre Poltronieri “In merito al nuovo DC13 Next Generation partiamo dall’ovvia considerazione che dovremo prima vederlo sul campo. Ovviamente la risposta per una sua applicazione è “in teoria, sì”Seguiamo infatti due direzioni. Da un lato aumentare le potenze e dall’altro ridurre i consumi. Dobbiamo quindi fare in modo che il mezzo esprima a pieno la potenza nominale. Al motorista spetta il compito di fornire un’unità performante, a noi quello di usare componentistica che valorizzi il propulsore”.

Specifica Poltronieri “Le faccio un esempio: nel 2019 ci contattò un ex cliente Perlini, che aveva noleggiato una macchina della concorrenza. Mesi dopo si lamentò che i consumi non corrispondevano a quanto dichiarato. Io, allora, gli feci presente che i consumi sono a banco, e devono essere contestualizzati. Se hai una salita del 5% con 4 dossi per lo scolo delle acque, le sospensioni Perlini ti vengono in soccorso perché resistono senza sobbalzi. La loro meccanica consente di mantenere un’alta velocità anche con il manto stradale disconnesso. Un’altra macchina potrebbe indurre l’autista a fermarsi prima del dosso, per evitare botte ai reni, e quando si riparte a pieno carico i consumi si alzano in modo rilevante. Le condizioni al contorno sono fondamentali. Ed il settore del movimento terra è scettico sulle applicazioni più spinte proprio per il timore che possano insorgere problematiche strada facendo”.

Tutti i componenti delle nuove macchine Perlini sono costruiti nell'indotto locale

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Per valorizzare al massimo le potenzialità delle motorizzazioni i dumper Perlini impiegano elementi unici come i gruppi sospensioni che ancora oggi sono fortemente innovativi.

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