MERLO. Con l’e-Worker si pensa al futuro
Merlo, con l’e-Worker, fornisce uno strumento concreto, trasversale e funzionale per lavorare ad emissioni locali zero. Un mezzo funzionale che, da quando è stato presentato, ha avuto una serie di aggiornamenti decisamente funzionali che ne hanno aumentato la flessibilità, la produttività e la visione di mezzo pensato per il futuro.
Per anni il sollevatore telescopico è stato sinonimo di motore diesel. Merlo, che il telescopico moderno lo ha inventato, ha scelto di cambiare strada con l’e-Worker. Si tratta infatti del primo modello completamente elettrico del costruttore di Cuneo. Presentato a Samoter con l’Innovation Award e arrivato sul mercato nel 2021, inaugura la Generazione ZERO: zero consumi di carburante, zero rumore e zero emissioni.
Compatto fuori, completo dentro
L’e-Worker ha dimensioni simili a un carrello elevatore. Misura circa 3,3 metri di lunghezza, 1,54 di larghezza e meno di 2 di altezza. Di conseguenza, il suo peso è di 4.950 kg. Nonostante ciò, mantiene l’impostazione di un vero telescopico. Dispone infatti di cabina ROPS e FOPS e di una capacità massima di 2.500 kg. L’altezza di sollevamento arriva a 4,8 metri. Restano disponibili 1.500 kg alla massima altezza e 900 kg alla massima estensione del braccio.
Le versioni disponibili sono due. Il modello 25.5-60 ha due ruote motrici. In questo caso, i motori sono sui riduttori anteriori e lo sterzo agisce solo sulle ruote posteriori. D’altra parte, il modello 25.5-90 ha quattro ruote motrici. Utilizza tre motori elettrici e offre una potenza massima di 66 kW (90 CV). Questo garantisce una trazione elevata anche sui fondi difficili. La velocità massima è di 25 km/h. Pertanto, tutti i modelli possono essere omologati per la circolazione stradale.

MERLO
Interno della cabina protetta ROPS e FOPS del MERLO e-Worker, progettata per offrire massimo comfort, ergonomia e controllo totale in ambienti di lavoro a zero emissioni.
Energia sotto controllo con Merlo
La trasmissione è 100% elettrica. La batteria alimenta direttamente i motori. Questo assicura una coppia costante fin dalla partenza. Il braccio dispone inoltre di un motore elettrico autonomo. Esso è collegato a una pompa idraulica load sensing. Una centralina regola giri e portata d’olio in base alle richieste, evitando così sprechi di energia. A completare il sistema ci sono la frenata rigenerativa e l’e-holder. Quest’ultimo assiste nelle partenze in salita e blocca la macchina al rilascio dell’acceleratore.
Il pacco batteria si trova al centro della macchina. Questa posizione abbassa il baricentro a favore della stabilità. La versione originale monta una batteria al piombo da 48 V e 960 Ah. Essa garantisce fino a 8 ore di lavoro con una ricarica di 9 ore a 220 V. Dal settembre 2024 Merlo propone anche la batteria al litio. In questo modo diventa l’unico costruttore a offrire la doppia configurazione. I vantaggi sono una maggiore durata, la ricarica rapida e una minore manutenzione.
Industria: lavorare dove il diesel non può
Nei reparti produttivi l’assenza di gas di scarico è un grande vantaggio. Permette infatti di operare in ambienti chiusi senza ventilazione forzata e senza penalizzare l’aria. Il basso rumore migliora il comfort e facilita le comunicazioni. Di conseguenza, anche la manutenzione si semplifica molto. Vengono meno il motore termico, i filtri antiparticolato e l’AdBlue.
La versatilità resta quella tipica di casa Merlo. L’interfaccia di attacco rapido accetta ad esempio accessori a comando idraulico. Troviamo forche, ganci, bracci con verricello, benne spazzatrici e piattaforme aeree utilizzabili fino a 7 metri. Inoltre, il sistema telematico permette di geolocalizzare la macchina e ricevere diagnosi in tempo reale. Questo facilita notevolmente la gestione delle flotte nei grandi stabilimenti.

MERLO
L’e-Worker all’interno di uno stabilimento industriale, impegnato in lavori in quota grazie all’uso della piattaforma di lavoro aereo (PLE) con comandi nel cestello.
Rifiuti: un alleato per l’economia circolare
Nella movimentazione dei rifiuti l’e-Worker mostra un potenziale notevole. Molti impianti operano infatti in capannoni chiusi. Qui polveri, odori e gas di scarico rendono gravoso l’uso di macchine diesel. Una soluzione a zero emissioni migliora le condizioni degli operatori. Si inserisce così in modo coerente in un settore votato alla sostenibilità.
Il ciclo operativo favorisce questo modello. Spostamenti brevi e frequenti fermate sono ideali per la frenata rigenerativa. Le 8 ore di autonomia coprono interamente un turno di lavoro. Con benne o spazzatrici, l’e-Worker carica balle e contenitori alimentando le linee. Per i carichi più pesanti servono macchine superiori. Tuttavia, per il supporto interno, la portata di 2.500 kg è spesso sufficiente.
Un investimento con Merlo che guarda avanti
L’e-Worker dimostra che l’elettrico non è un semplice esercizio di stile. Si tratta invece di una scelta concreta da valutare sul costo totale di esercizio. Per le aziende significa lavorare in modo più pulito ed efficiente.
La concezione di base unisce le caratteristiche storiche del costruttore piemontese. Il mezzo ha conquistato subito il mercato unendo le doti di un telescopico off-road a quelle di un carrello industriale. Può infatti sostituire i carrelli tradizionali e offrire al contempo la polivalenza di una PLE semovente, portando in cantiere un nuovo modo di lavorare.

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L’e-Worker con braccio telescopico sollevato e forche montate sull’interfaccia di attacco rapido, che evidenzia la capacità di sollevamento fino a 4,8 metri.