Kobelco si colloca oggi ai vertici della tecnologia nel campo degli escavatori idraulici. Ovvio che definire il livello tecnologico di un costruttore di escavatori non sia così immediato. Il forte crossover tecnologico fra grandi fornitori di componenti mescola infatti le carte in modo clamoroso. Sicuramente uno dei fattori che possono essere un chiaro segnale è la presenza in gamma di modelli con architettura short-radius. Si tratta infatti di escavatori che richiedono un’esperienza che non si improvvisa e che coinvolge competenze tecniche di alto livello.

Si parla quindi non solo di progettare e costruire un escavatore a raggio posteriore ridotto ma di capire come organizzare il layout in modo che tutto funzioni a dovere. Le problematiche sono infatti complesse. Dal raffreddamento dei flussi idraulici e del motore, al bilanciamento dinamico della macchina, al necessario spazio per fare in modo che distributori e funzionalità di servizio trovino adeguato spazio senza penalizzare la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Kobelco si distingue nel mercato per i suoi escavatori cingolati short-radius

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Il modello SK140SRLC-7 è oggi un punto di riferimento nel mercato degli short-radius da 15 tonnellate di peso operativo

La tecnologia Kobelco iNDr

Il costruttore di Hiroshima è oggi presente sul mercato con numerosi modelli short-radius. Dai piccoli
miniescavatori fino ai grandi modelli con peso operativo che arriva a sfiorare le 40 tonnellate.
E lo fa in modo non banale. Con una cura tecnologica che prevede numerosi accorgimenti tecnici di pregio. Dal diffusore dei gas di scarico al posto del classico tubo di scappamento sui miniescavatori fino alla cura per l’accesso per la manutenzione.

Ma sicuramente uno degli elementi più qualificanti è la tecnologia iNDr che, comparsa ormai da circa una quindicina d’anni sui midi del costruttore, si sta evolvendo e diffondendo anche sui mini e sulle macchine più grandi. Si parla quindi di un sistema complessivo dove tutta la macchina short-radius è pensata e costruita, anche a livello strutturale, per ottimizzare ogni singolo aspetto. Dai flussi di raffreddamento, alla riduzione del rumore fino all’equilibro dinamico complessivo di tutta la macchina.

Kobelco ha sviluppato la tecnologia iNDr per ridurre rumore e aumentare il bilanciamento della macchina

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La tecnologia iNDr permette di ridurre la pressione sonora in modo altamente significativo

Ad ogni macchina la propria architettura

Se infatti in molti si cimentano con layout short-radius con risultati molto buoni, in pochi sono riusciti ad avere un coinvolgimento complessivo di tutti i componenti della macchina in modo così completo ed efficiente. Un progetto che ha previsto ingenti investimenti che riguardano in primis la realizzazione di una struttura posteriore in fusione per avere una maggiore rigidezza strutturale.

Rigidezza che è funzionale alla riduzione delle vibrazioni che sono una delle principali cause di emissioni sonore. Una struttura che convoglia i flussi d’aria verso l’alto in modo da ridurre la pressione sonora per coloro che lavorano intorno alla macchina. Allo stesso tempo avere questo grande elemento integrato in fusione permette di distribuire il peso in modo uniforme evitando sbilanciamenti o contrappesi eccessivi.

Kobelco è stato un vero pioniere negli escavatori short-radius

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L’architettura short-radius con tecnologia iNDr è stata una delle innovazioni più significative del costruttore

Kobelco SK230SRLC-7, un vero tuttofare

L’evoluzione della gamma del costruttore ha previsto la sostituzione dei motori Hino con quelli Yanmar. Una scelta di ragione dove i vantaggi da un punto di vista di densità di coppia e potenza sono evidenti. Fra i modelli interessati vi è stato anche il Kobelco SK230SRLC-7 ed il suo gemello diverso SK270SRLC-7. Stiamo parlando dello Yanmar 4TN107FTT tarato a 127 kW (172 cv) che azionano un impianto idraulico da 2 x 220 l/min + 1 x 40,6 l/min. Una macchina che, con il suo carro da tre metri di larghezza e la sua torretta fortemente compatta permette di svolgere lavori di precisione o, in alternativa, produzioni importanti in spazi proibitivi come, ad esempio, il carico in galleria o in sezioni obbligate.

Il peso operativo di circa 24 tonnellate lo pone infatti in piena competizione con modelli convenzionali di pari peso operativo. La possibilità, inoltre, di avere anche il braccio con triplice articolazione lo posiziona in modo competitivo per il mercato italiano. Si tratta di un vero e proprio tuttofare che è in grado di affrontare sia i cantieri urbani, sia quelli ordinari. Tutto questo in modo efficiente e liberando l’operatore dai pensieri degli ingombri della torretta. Questa classe di macchine con architettura ad ingombro posteriore ridotto non è ancora pienamente entrata nel DNA delle aziende italiane nonostante gli evidenti vantaggi operativi.

I modelli short-radius sopra le 20 tonnellate diventeranno sempre di più macchine fondamentali

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L’SK230SRLC-7 è un modello che spazia dai lavori urbani agli scavi impegnativi

Questione di contenuti

Gli scogli da superare sono ovviamente più mentali che concreti. Tranne forse un costo di investimento superiore rispetto alla media rispetto ad una pari macchina convenzionale. Ovvio. Si tratta inoltre di mezzi che hanno un’architettura unica ma che richiedono, nel caso delle macchine sopra le 20 tonnellate di peso operativo, un mezzo di trasporto con i permessi per sforare la sagoma limite dei 2,5 metri di larghezza. Non è infatti un caso se questi escavatori trovino sempre più diffusione proprio fra le imprese più strutturate o comunque in quelle che impiegano già quotidianamente escavatori con carro da tre metri di larghezza.

Kobelco è presente con ben tre macchine short-radius sopra le 20 tonnellate

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Il costruttore è presente con tre modelli short-radius sopra le 20 tonnellate

SK140SRLC-7, il medio polivalente

Fra i modelli di maggior successo e diffusione di Kobelco c’è sicuramente l’SK140SRLC-7 declinato in diverse versioni grazie ai bracci monoblocco, triplice articolazione e deportée. Con un peso operativo che spazia fra 15 e 18 tonnellate, a seconda dell’allestimento, è una macchina che si adatta molto bene sia a cantieri edili urbani, sia a cantieri stradali, sia ad impieghi forestali medi.

Applicazione, quest’ultima, che vede l’architettura short-radius porsi in modo vantaggioso per quanto riguarda l’agilità all’interno dell’ambiente boschivo. Sulla base dell’SK140SRLC-7 prende vita anche lo specialista ED160-7 Blade Runner. Un escavatore di fatto unico sul mercato che permette di massimizzare l’efficienza in cantiere grazie alla possibilità di portare a termine piccoli spianamenti o affrontare sbancamenti e costruzioni stradali alpine. Anche in questo caso con un impiego in campo forestale che si rivela produttivo e polivalente grazie ad una forza di spinta che lo avvicina ad un dozer di pari peso.

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Fra i modelli di maggior successo del costruttore vi è sicuramente l’SK140SRLC-7

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