UNACEA ha elaborato il Report Commercio Estero insieme a CER, Centro Europa Ricerche. Un documento da cui emerge che nel 2025 le esportazioni italiane del settore si mantengono stabili (–0,5%). La crescita del movimento terra sostiene il comparto, mentre pesano incertezze globali e domanda meno dinamica. Arrivano inoltre segnali positivi da alcuni mercati esteri in attesa della 32° edizione di SaMoTer, il Salone Internazionale Triennale di Macchine per Costruzioni.

L’export del comparto industriale italiano di settore esaminato da UNACEA

L’export italiano di macchine per costruzioni ha raggiunto nel 2025 un valore complessivo di circa 3 miliardi e 226 milioni di euro. Ha quindi registrato una leggera flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Si conferma quindi la sostanziale stabilità del comparto. Tutto questo avviene, fa notare UNACEA, nonostante le sfide dei mercati internazionali, l’incertezza economica globale e le tensioni commerciali che continuano a pesare sull’export.

Luca Nutarelli, Direttore di UNACEA, spiega “Nonostante un contesto internazionale complesso il settore delle macchine per costruzioni mostra una tenuta significativa. Le esportazioni restano solide grazie soprattutto al traino delle macchine movimento terra. Confermano quindi la capacità del comparto di affrontare le sfide globali. Si tratta dunque di un risultato che evidenzia la forza del Made in Italy sostenuta da innovazione tecnologica, attenzione alla sostenibilità e investimenti mirati in nuovi mercati. Pur in presenza di incertezze geopolitiche e fluttuazioni della domanda internazionale, il settore continua a rappresentare un motore strategico per l’economia italiana. E’ infatti capace di coniugare qualità, efficienza e competitività sui principali mercati esteri”.

Il settore italiano delle macchine per costruzioni rappresenta un comparto strategico della meccanica nazionale. Inoltre è un abilitatore chiave dello sviluppo infrastrutturale e della transizione sostenibile del settore delle costruzioni. Genera circa lo 0,3% del PIL, oltre 21mila macchine immesse annualmente sul mercato e circa 85mila unità lavorative considerando l’indotto.

Il ruolo di SAMOTER

In questo scenario, la 32° edizione di SaMoTer rappresenta un appuntamento strategico per accompagnare il settore in questa fase di trasformazione. Offre infatti una piattaforma di business e confronto sui principali driver di sviluppo: innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Con 6 padiglioni 3 aree esterne per una superficie totale di oltre 50mila metri quadrati e con oltre 500 espositori già registrati, la manifestazione (organizzata da Veronafiere in partnership con UNACEA e CECE) si conferma quindi un hub di riferimento a livello europeo.

Un importante appuntamento per imprese, operatori e stakeholder dell’intera filiera delle costruzioni. Si va quindi dal movimento terra al sollevamento, dalla demolizione alla perforazione, passando per la  frantumazione e per i veicoli per cava e cantiere. Senza dimenticare il calcestruzzo, il settore stradale, le attrezzature, i componenti, i ricambi, la logistica, i servizi e le soluzioni ICT.

Per quattro giorni Verona diventerà il baricentro di un comparto che incide in modo significativo su occupazione, innovazione e sviluppo infrastrutturale. La rassegna non sarà, quindi, soltanto una vetrina di prodotto, ma un osservatorio economico-industriale capace di interpretare le dinamiche del mercato e di orientare le scelte dell’intera filiera.

La situazione messa in luce da UNACEA

Il quadro messo in luce da UNACEA evidenzia andamenti differenziati tra i principali mercati di destinazione. Vi sono quindi segnali di tenuta e crescita in alcune aree che contribuiscono a compensare le difficoltà registrate in altri contesti internazionali. Infatti pesano ancora le incertezze geopolitiche, le tensioni commerciali e una domanda globale meno dinamica rispetto agli anni precedenti. In particolare, accanto alla solidità dei mercati più maturi, emerge il dinamismo di alcune aree in espansione. Qui gli investimenti infrastrutturali ed i programmi di sviluppo continuano a sostenere la domanda di macchine per costruzioni.

UNACEA conferma quindi la capacità delle imprese italiane di adattarsi a scenari diversificati e in continua evoluzione. Le prospettive del settore restano comunque legate a diversi fattori chiave. In primis dagli investimenti in infrastrutture previsti in Europa e nei principali mercati internazionali. Questo anche alla luce dei programmi di rilancio economico e delle politiche pubbliche di sviluppo e alla transizione tecnologica verso macchine sempre più efficienti, sicure e sostenibili. Un percorso in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione dell’impatto ambientale.

A cui ovviamente si affianca la crescente digitalizzazione dei cantieri e dei processi produttivi con l’integrazione di soluzioni innovative. Innovazioni che stanno progressivamente trasformando l’intera filiera delle costruzioni, migliorando produttività, sicurezza e competitività del settore su scala globale.

I numeri nel dettaglio

Entrando nel dettaglio delle categorie merceologiche, nello scorso anno le esportazioni italiane hanno mostrato dinamiche eterogenee. A trainare il settore sono le macchine e le attrezzature per il movimento terra. Infatti si confermano il comparto più rilevante con 1 miliardo e 550 milioni di euro di vendite all’estero. si è quindi raggiunta una crescita del 7,1% rispetto al 2024. Segnali positivi arrivano anche dalle gru a torre. Queste ultime, infatti, raggiungono 158,1 milioni di euro segnando di conseguenza un +3,2%.

In crescita anche le macchine stradali con 101,8 milioni di euro che ferma un positivo +3,6%). Di contro, si registrano flessioni in altri segmenti della filiera. Ad esempio le macchine per la preparazione degli inerti si attestano a 633,3 milioni di euro con una flessione del –6,7%. Idem le macchine per la perforazione con 485,6 milioni di euro per un segno negativo del –9,4%).

Le macchine per il calcestruzzo segnano 296,9 milioni di euro di export con una flessione del –9,8%. Tra i Paesi esteri in cui l’export è aumentato maggiormente tra gennaio e dicembre 2025 si possono citare Europa centro-orientale, Medio Oriente, Stati Uniti, Brasile, Nord Africa e altri Paesi Africani. Il saldo commerciale del settore nel 2025 si attesta a quasi 911 milioni di euro registrando una flessione del 14,1% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano un contesto internazionale ancora complesso nonostante la tenuta complessiva dell’export.

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