Dopo averli visti in tante situazioni operative in giro per l’Europa, ora per i mezzi Sennebogen è la volta dell’Italia. Sì, perché i nuovi sollevatori telescopici 360 G non solo sono stati impiegati all’interno del comparto delle biomasse del nostro Paese. Ma, grazie alla collaborazione con GAP e con il partner di distribuzione italiano Cesaro Mac Import, questi nuovi modelli sono passati dalla fase di prototipo alla produzione in serie.

GAP fa parte del Gruppo Piantoni: gestisce una flotta di oltre 780 macchine ed è specializzata in processi logistici e di movimentazione in diversi settori industriali. L’azienda è stata coinvolta nella fase di collaudo del nuovo 360 G sin dalle prime fasi di progettazione. Grazie alla collaborazione tra le tre realtà, questi mezzi sono sono stati testati, implementati e integrati nella produzione, con l’aggiunta di numerosi miglioramenti in corso d’opera.

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Ogni movimento del sollevatore telescopico influisce sull’efficienza energetica, sulla produttività e sul bilancio di CO₂

SANNEBOGEN, versatilità sempre e comunque. Anche per gli impianti di biomassa

GAP gestisce diversi impianti di trattamento della biomassa nel nord Italia, dove i rifiuti organici vengono convertiti in energia. Le prestazioni delle macchine rivestono un ruolo cruciale: ogni movimento influisce sull’efficienza energetica, sulla produttività e sul bilancio di CO₂. «Volevamo una macchina progettata appositamente per questo processo», ha commentato Alberto Gallini, Responsabile del servizio GAP. «Il modello 360 G non è solo potente, ma anche economico; sostiene direttamente la nostra strategia di sostenibilità».

Nello stabilimento di biomasse di Finale Emilia, il 360 G lavora fino a 24 ore al giorno su tre turni. Si occupa del carico e dello scarico di materiale organico, alimenta le linee di trasporto e compatta il materiale sfuso nei contenitori. Grazie alla sua cinematica a Z, è in grado di prelevare facilmente il materiale compattato. Grazie alla geometria del braccio combinata con il sistema di carico, il sollevatore telescopico raggiunge una densità di carico nel container superiore fino al 20%. Ciò riduce i viaggi di trasporto, il consumo energetico e le emissioni, contribuendo direttamente alla riduzione delle emissioni di CO₂ lungo l’intera catena di processo.

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Una delle peculiarità dei nuovi sollevatori telescopici è la cinematica a Z, che permette di prelevare facilmente il materiale compattato

Sicurezza e operatività

Dotato di un design robusto che garantisce movimenti fluidi e un’eccellente stabilità, anche sotto carico continuo, il sollevatore 360 G porta in dote una cabina che può essere sollevata fino a 4,25 m. Caratteristica che offre agli operatori una vista panoramica dell’area di lavoro, essenziale per le operazioni di carico, scarico e compattazione della biomassa.

I progettisti Sannebogen hanno strutturato questo nuovo mezzo per garantire una sostituzione rapida degli accessori. Gli operatori possono infatti cambiare rapidamente gli attrezzi, riducendo al minimo i tempi di fermo macchina. L’impianto idraulico, inoltre, è estremamente reattivo, consentendo controllo preciso del macchinario e lavorazioni accurate. “Mi sento assolutamente al sicuro su questo sollevatore telescopico. Ogni movimento è preciso e stabile: la macchina mi dà fiducia”, ha commentato Marcello Cannavacciuolo, Supervisore presso GAP.

Il modello 360 G opera quasi 24 ore su 24 nelle applicazioni legate alla biomassa. I rapidi cambi di attrezzi e l’impianto idraulico reattivo garantiscono tempi di ciclo brevi e un’elevata efficienza. «Il sollevatore telescopico reagisce rapidamente, è potente ed estremamente stabile: si adatta perfettamente alle nostre esigenze», riassume Cannavacciuolo. Il 360 G si distingue anche rispetto alle tradizionali pale gommate. «Se posso scegliere tra una pala gommata e il 360 G, scelgo sempre il 360 G», afferma Gallini. «Il braccio telescopico, la cabina sollevabile e la versatilità fanno la differenza. La stabilità è eccellente e il funzionamento risulta naturale. Sono già state ordinate altre due unità 360 G e convertiremo gradualmente la flotta».

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