SAMOTER 2026. Chi non partecipa quest’anno sbaglia completamente valutazioni e target
SAMOTER 2026 si presenta come un'edizione decisamente frizzante. Un incremento significativo degli espositori già iscritti ed una visione di comparto che va nella direzione virtuosa di fornire strumenti concreti alle imprese.

SAMOTER 2026 si avvicina. Una fiera che, dopo la “complessa” edizione 2014, è sempre più cresciuta. Una vera e propria rinascita che coincide con la ripresa del mercato italiano delle costruzioni e del movimento terra. Non dimentichiamo infatti che il nostro settore, in Italia, non vede oggi quasi più nessun costruttore nazionale a fronte, però, di un indotto eccezionale che ha saputo reinventarsi e lavorare con i maggiori player mondiali. Infatti a Bauma, la fiera “global big one” nel nostro settore, l’Italia è il secondo paese per numero di espositori dopo la Germania.
Ma questa mancanza di costruttori di prodotti finiti penalizza, ovviamente, anche le manifestazioni fieristiche di settore nazionali. Una debolezza che si è anche vista a livello strutturale in occasione della norma fiscale che riguarda l’Iperammortamento. Ma Samoter ha saputo resistere anche a queste cause endogene. Infatti ha reagito, dopo il 2014, anche contro i peggiori detrattori come il sottoscritto.

Samoter
Un’immagine dell’edizione 2014 quando la fiera ha iniziato un percorso di ripensamento
SAMOTER, una fiera che è un vero ponte culturale
Eh sì. L’edizione 2014 conobbe infatti un deciso attacco frontale con un mio articolo. Fu una critica feroce dettata da un grandissimo affetto per questa fiera così importante che aveva segnato in modo profondo tutta la mia infanzia e la mia giovinezza. Tanto che poi, dopo alcune deviazioni da un percorso già scritto, mi trovo oggi a svolgere questa professione. Merito dei ricordi di bambino quando rimanevo ipnotizzato dalle grandi macchine presenti a Verona. Un vero rito. Alzarsi alle quattro del mattino, partenza da Torino in auto alle cinque e arrivo al Samoter per l’orario di apertura. Si apriva uno scenario magico dove i marchi storici italiani, e non solo, esibivano dei veri capolavori di ingegneria.
Un palcoscenico di valore
Il Samoter, per me che sono cresciuto in una famiglia dalla mentalità incredibilmente provinciale, era il momento in cui potevo finalmente vedere dal vivo le macchine di marchi poco diffusi in Piemonte. Erano mezzi le cui caratteristiche mi rimanevano impresse grazie ai depliant di allora. Ero affamato di immagini e dettagli. Avevo l’ansia di poter salire nelle cabine e capire le differenze che vi erano tra i mezzi che vedevo in azienda, tutti del Gruppo Fiat, e quelli che erano esposti. Gli stand del Samoter mettevano spesso in mostra intere gamme e capire le differenze tra i modelli di uno stesso costruttore, ma con diverse dimensioni, mi ha permesso di approfondire tematiche che, ancora oggi, sono per me fondamentali.
Un percorso che è iniziato da bambino e che, in modo del tutto inconsapevole, è continuato nel tempo. Anche a discapito di strade professionali successive più imposte dalla mia famiglia che non scelte in modo consapevole. Ma non dimentico la mia insegnante di italiano e latino del trienno del Liceo che, secondo il suo parere, mi avrebbe visto bene operare nella comunicazione tecnica. Ho sempre pensato fosse stata una delle migliori insegnanti che avevo incontrato sulla mia strada. Ma in effetti, ragionando a posteriori, era anche una notevole e acuta osservatrice del mondo giovanile.

Samoter
L’edizione 2023 ha segnato una svolta importante in termini di visione
Una fiera in piena evoluzione
Da allora la situazione industriale italiana di settore è completamente cambiata. Una lunga metamorfosi che ha guidato anche lo stesso Samoter che ha dovuto ritrovare una propria dimensione. Ma la sua vocazione di ponte culturale non è mai cambiata. La capacità dei team organizzatori che, dal 2014 in poi, si sono avvicendati nell’organizzazione della fiera è stata proprio quella di saper leggere la natura di Samoter per guidarlo verso le esigenze di un mercato profondamente cambiato. Tenendo conto che, per una fiera così importante, non è affatto semplice farsi portavoce di un sistema industriale di settore che oggi è debole e poco rappresentato. Occorre infatti tenere conto di questo aspetto fondamentale.
L’Italia stessa sta poco alla volta recuperando la sua funzione di ponte tra Europa e Nord Africa. E da qui, in modo indiretto, verso l’Asia con un Medio Oriente in forte trasformazione. Una vocazione che anche Samoter sta costruendo con grande attenzione mettendo in campo specifiche iniziative di dialogo e contatto fra aziende e buyer. Ma non solo. La visione si è fortemente concentrata anche sulle problematiche italiane. In primis l’avvicinamento dei giovani al comparto con l’avvio di una formazione che sia utile, concreta e avvincente.
La Samoter Academy ed il Cantiere Digitale
La Samoter Academy ha infatti iniziato il suo percorso virtuoso. Nelle ambizioni di Veronafiere e dei soggetti che l’hanno messa in pratica c’è la volontà di portarla verso un’evidenza nazionale con un percorso che, ce lo auguriamo, possa diventare istituzionale.
L’avvicinamento dei giovani al settore passa anche dal Cantiere Digitale. Le tecnologie di ultima generazione, applicate alle macchine da cantiere, sono infatti il vero mondo delle nuove generazioni. Ragazze e ragazzi che arrivano da una visione completamente differente rispetto al passato. Samoter ha nuovamente investito in questa iniziativa che vedrà macchine di ogni tipo mettere in mostra le loro potenzialità in modo efficiente e sicuro. Proprio grazie all’aiuto della digitalizzazione.

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L’Academy è un obiettivo fondamentale che vuole dare una risposta concreta ai problemi delle imprese
Un palcoscenico per tanti attori
I numeri ufficiali saranno divulgati a breve ma, nella mia posizione privilegiata di Presidente della Giuria del Samoter Innovation Award, posso anticipare che le aziende ufficialmente iscritte sono già il 27% in più rispetto all’ultima edizione. Anche gli iscritti al Samoter Innovation Award hanno avuto un’importante crescita. Parliamo infatti di un numero di aziende tali che, nella storia della manifestazione fieristica, fanno segnare un vero e proprio record.
Stiamo quindi parlando di una crescita importante che, nel 2026, vedrà l’arrivo di numerosi marchi che si affacciano al nostro mercato per la prima volta. Inoltre si segna anche il ritorno di importanti brand che, in modo del tutto ingiustificato, hanno snobbato Samoter puntando, in passato, a target completamente inesistenti. Ed avendo anche perso, per questo motivo, anche forti quote di mercato. Sia in Italia, sia su quello internazionale. Ma ben venga il ritorno ad una manifestazione che, ricordiamolo, fa parte del circuito CECE.

Cosa ne penso
Costantino Radis
Un lavoro di gruppo che ha riportato in alto una fiera fondamentale per il nostro settore. SAMOTER 2026 segna una tappa importante nel percorso di crescita che, dall’edizione 2014, arriva ad oggi con una visione di lungo periodo ed una personalità che la differenzia dalle altre fiere del CECE.
SAMOTER 2026 segna una tappa fondamentale nel percorso che sta portando la fiera italiana del CECE ad avere una forte e marcata personalità che la differenzia, giustamente, da Bauma e Intermat. Con una visione che la fa diventare un vero strumento di crescita delle imprese cercando di dare soluzioni concrete al reperimento di tecnologie e professionisti formati in modo contemporaneo.
Il fatto che abbia scelto, come immagini dei miei profili social, la mia partnership con Samoter, è un chiaro segnale di scelta di campo. Una scelta di campo che va nella direzione dell’unione degli sforzi per rafforzare un settore nazionale che, oggettivamente, ha bisogno di credere in se’ stesso. L’Italia, attrezzature a parte, non recita più quel ruolo importante che aveva un tempo con dei costruttori di macchine movimento terra di livello globale. Siamo decisamente forti nei sollevatori telescopici con i principali player che sventolano la nostra bandiera. O che comunque producono da noi le macchine a maggiore valore aggiunto.
Questa scelta di campo ha l’obiettivo di sostenere Samoter promuovendolo ogni giorno per fare in modo che non solo la fiera ma tutto il comparto si rafforzi. Si tratta infatti di posti di lavoro, tecnologie e valore aggiunto che il nostro paese merita di mantenere, far crescere e sviluppare. Ma se un comparto si smonta, a sua volta si dissolvono anche tutti i punti di forza che lo hanno sostenuto. A partire anche dalle scuole che formano i giovani che vorrebbero affacciarsi a questo specifico mercato.
La problematica che riguarda il reperimento della forza lavoro all’interno del cantiere non riguarda infatti solo gli operatori ma anche i vertici aziendali. Il Politecnico di Torino, tanto per fare un esempio a me vicino, ha infatti fatto segnare un crollo delle iscrizioni alla Facoltà di Ingegneria Civile a 25 persone l’anno su oltre 5.000 matricole. Ciò significa che il nostro settore non attira i giovani che lo vedono come involuto, statico e arretrato. Un giudizio di valore che non rispecchia la realtà e che occorre smentire con i fatti. Ed il Samoter ha imboccato proprio questa strada fondamentale.







